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IL FRUMENTO DURO SEN. CAPPELLI

 

 

Introduzione

In 10.000 anni di attività agricola l’uomo ha selezionato e distrutto. Tuttavia il nostro territorio offre ancora un ricco patrimonio vegetale ed animale, spesso contrassegnato da agrosistemi di notevole interesse sotto il profilo biologico e culturale, dal quale è possibile ottenere una vasta gamma di produzioni tipiche, spesso non totalmente valorizzate. I danni legati alla perdita delle biodiversità sono tanto ambientali quanto economici e culturali. E’ in questo senso che tutelare e valorizzare la biodiversità significa contribuire allo sviluppo delle aree rurali che possono rappresentare una delle forme di ricchezza e sviluppo del territorio.

La conservazione della biodiversità è una questione ecologica, un imperativo etico, una dimensione economica.

Queste motivazioni hanno spinto l’associazione Agriqualità ad intraprendere uno studio e ricerca sul frumento duro Senatore della varietà Cappelli, per far rivivere il valore del legame con il proprio territorio e il ruolo che esso può giocare per la salvaguardia di queste preziose varietà, per la tutela dell’ambiente e della propria salute.

 

L’origine del frumento duro Senatore Cappelli

 

Il frumento Senatore Cappelli (Triticum durum) è una varietà antica di grano duro moderno.

Il nome deriva dal senatore abruzzese Raffaele Cappelli, promotore nei primi del novecento della riforma agraria che ha portato alla distinzione tra grani duri e teneri, ma a selezionarlo fu il  genetista Nazareno Strampelli.

Il Senatore Cappelli sostituì molti grani duri autoctoni sino a raggiungere, nei decenni  successivi, un’estensione pari al 60% della superfice italiana coltivata a grano duro. La stessa sorte era toccata a molte varietà di frumento tenero spazzate via dall’arrivo dei semi di Strampelli, che presto coprirono più dell’80% della produzione italiana. Per questo motivo sino all’inizio della “battaglia del grano”, nel 1925, i frumenti ad alta resa (per l’epoca) di Strampelli in alcune zone d’Italia furono visti con molto sospetto se non con aperta ostilità perché contrastavano con l’uso tradizionale dei grani locali.

 

Conclusioni

Strampelli fu senza dubbio un precursore dell’agronomo Norman Borlaug, l’artefice della rivoluzione verde e premio Nobel per la pace nel 1970, ignaro dell’operato dell’italiano. Come ci ricorda Sergio Salvi, nel suo libro “viaggio nella Genetica di Nazareno Strampelli”, una lapide all’esterno della casa di Strampelli a Crispiero reca la scritta “dove cresceva una spiga di grano ne fece crescere due”.

È curioso che il grano Cappelli, ora diventato un simbolo della “pasta da gourmet”, fosse una volta il comune grano della pasta di tutti i giorni.

Nonostante il grande successo del Cappelli, Strampelli non gli attribuì mai troppa importanza. È possibile che per il genetista quel grano fosse solo il primo passo per ottenere dei frumenti duri di qualità ancora migliore e con proprietà desiderate, ad esempio la taglia bassa, esattamente come aveva fatto per il frumento tenero.

Oggi il lavoro di Strampelli diventa la base per ricostruire un cammino storico e genetico di un grande frumento, il Senatore Cappelli.