Blue Flower

 

 

INTRODUZIONE

Le malattie fungine possono indurre gravi contrazioni produttive e deprimere pesantemente la qualità del prodotto.

Lo sviluppo delle malattie fungine del grano è influenzato da numerosi fattori: precessione colturale, andamento stagionale, sensibilità varietale, interramento residui, concia, investimento, concimazione azotata, altri.

 

LE INFESTANTI

Dal punto di vista agronomico, le infestanti sono di solito divise in due gruppi: graminacee e dicotiledoni. Le graminacee, appartenenti alla stessa famiglia del frumento, orzo, avena ecc., sono comunemente chiamate “malerbe a foglia stretta”. Il gruppo delle dicotiledoni, invece, è composto da numerose famiglie botaniche e tutte le specie che vi appartengono sono comunemente chiamate “malerbe a foglia larga”.

In linea del tutto generale e in base alla letteratura presente sull’argomento, le infestanti più dannose per i cereali sono, in ordine decrescente, l’avena selvatica (Avena sterilis), i logli (Lolium spp.), le scagliole (Phalaris spp.), seguite da infestanti dicotiledoni quali la senape selvatica (Sinapis arvensis), il Galium aparine (caglio) o il papavero (Papaver rhoeas).

 

 

Nello specifico, la flora infestante presente nelle colture cerealicole italiane è composta da circa 200 specie. Dal punto di vista agronomico, le infestanti sono di solito divise in due gruppi: graminacee e dicotiledoni. Le graminacee, appartenenti alla stessa famiglia del frumento, orzo, avena ecc., sono comunemente chiamate “malerbe a foglia stretta”. Il gruppo delle dicotiledoni, invece, è composto da numerose famiglie botaniche e tutte le specie che vi appartengono sono comunemente chiamate “malerbe a foglia larga”. Tra le specie “a foglia stretta”, quelle che rivestono maggiore importanza sono l’Avena sterilis (avena maggiore o rossa), il Lolium multiflorum (loietto), il L. perenne (loglio comune), l’Alopecurus myosuroides (coda di volpe), la Phalaris paradoxa (scagliola sterile), la P. brachystachys (scagliola cangiante) e la P. minor (scagliola minore).

 

SPECIE INFESTANTI PIÙ DIFFUSE NEI CEREALI

 

I danni provocati dalle infestanti sono dovuti alla competizione che si instaura tra il grano e le malerbe, per l’utilizzo di: acqua, luce, elementi nutritivi e spazio vitale, con conseguente riduzione della produzione cerealicola.

La competizione coltura-infestante si esercita soprattutto per l’acqua, le sostanze minerali e la luce, fattori fondamentali per la crescita delle piante. Tutte le infestanti sono in grado di utilizzare l’acqua presente nel terreno più velocemente rispetto alla pianta coltivata anche perché posseggono radici più sviluppate.

La competizione per le sostanze nutritive riguarda soprattutto l’azoto. Oltre ai danni quantitativi, le infestanti provocano anche danni qualitativi che influenzano negativamente le caratteristiche merceologiche della granella.

I danni causati dalle infestanti sono:

  • granella poco sviluppata con un peso ettolitrico inferiore e minore resa di produzione di semola;
  • inquinamento della granella con semi estranei, che rendono non commerciabile la stessa semente di grano;
  • produzione di sostanze tossiche (micotossine) a seguito di attacchi fungini
  • produzione di semi contenenti alcaloidi, che durante il processo di molitura inquinano le farine prodotte rendendole non più commerciabili.

 

 

 

 

 

GESTIONE DEL SUOLO: IL PERIODO CRITICO DELLA COMPETIZIONE

Negli agroecosistemi dei cereali autunno-vernini, in Basilicata, il livello di diffusione delle malattie e dei fitofagi non è tale da giustificarne il controllo mediante l'ausilio di mezzi chimici. Restano comunque importanti le lavorazioni e un'adeguata sistemazione del terreno le quali, evitando i temibili ristagni idrici, consentono di ridurre notevolmente l'incidenza di malattie pericolose come il "mal del piede". In questo ambito, anche la scelta varietale e l’uso di sementi conciate possono limitare eventuali interventi fitosanitari.

L'uso generalizzato dei diserbanti, al contrario, pone dei seri problemi agronomici, fitosanitari ed ambientali nelle aree cerealicole. Pertanto, è utile mettere a punto, a livello aziendale, un metodo di controllo delle infestanti che integri sapientemente la lotta chimica con i mezzi di difesa indiretti.

Il concetto di periodo critico della competizione è utile ai fini di razionalizzare gli interventi di diserbo. In generale, qualunque coltura presenta un periodo del ciclo produttivo nel quale essa è particolarmente sensibile alla presenza delle infestanti. Per esempio, il frumento e l’orzo tollerano bene la presenza di infestanti nelle prime fasi del ciclo di crescita, mentre subiscono danni consistenti nella fase di levata.

Per individuare il periodo critico, vanno considerati due parametri: la Durata della Competizione Tollerata (DCT) e il Periodo di Richiesta di Assenza delle Malerbe (PRAM).