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LA TECNICA DI SEMINA

 

Nella fase preliminare del nostro studio sono stati analizzati i principali parametri agronomici da

considerare per una corretta semina dei cereali autunnali, frumento in particolar modo. Errori commessi in questa fase possono penalizzare sensibilmente il potenziale produttivo della coltura. Il

ripetersi sempre più frequente di anomali andamenti climatici rappresenta un ulteriore elemento di

incertezza per le semine. Nelle ultime annate errori di semina comunemente ritenuti veniali (semine troppo precoci, densità di semina elevate) hanno portato a gravi squilibri vegetativi e produttivi della coltura, con conseguenti cali produttivi. Appare quindi pienamente giustificato richiamare l’attenzione di tecnici e agricoltori sui seguenti aspetti:

  1. Epoca di semina;
  2. Densità di semina;
  3. Profondità di semina;

 

 

EPOCA DI SEMINA

 

Nella pratica dell’epoca ottimale di semina, questa data può sensibilmente variare in funzione di fattori varietali, ambientali e agronomici.

  • Per le varietà precoci è possibile protrarre l’epoca di semina di alcuni giorni rispetto la data ritenuta ottimale. Per le varietà tardive, soprattutto se non alternative, la semina dovrebbe invece essere anticipata di alcuni giorni. In genere le semine precoci sono a favore delle rese produttive; favoriscono un buon radicamento della coltura prima dell’arrivo del freddo e agevolano l’accestimento. Di contro espongono le varietà sensibili all’allettamento a maggiori rischi (maggiore densità, taglia maggiore).
  • In condizioni favorevoli ad attacchi di Fusarium alle giovani piante il ritardo della semina attenua il rischio di infezione.
  • Idealmente, all’arrivo dei primi freddi la pianta dovrebbe trovarsi allo stadio di 3-4 foglie. In

questa fase la resistenza al freddo è massima.

 

 

DENSITÀ DI SEMINA

Nei nostri ambienti spesso si adottano densità di semina eccessive che portano ad avere un numero di spighe a metro quadro sproporzionato.

I valori di densità di investimento possono subire variazioni in relazione alle caratteristiche della

varietà (soprattutto della capacità di accestimento) e delle condizioni di semina.

  • Capacità d’accestimento della varietà. Conseguentemente l’accestimento non deve essere eccessivamente esaltato, preferendo, a parità di densità di spighe (n° spighe/mq), un maggior numero di spighe principali (o maestre).
  • Caratteristiche del terreno. In terreni eccessivamente compatti e/o che abbiano la tendenza a

formare una crosta superficiale (es. terreni limosi), è consigliabile aumentare sensibilmente la densità di semina (indicativamente + 10-20% di seme), recuperando le perdite di piante che determinano una riduzione dell’investimento iniziale.

  • Condizioni del letto di semina. Un terreno non correttamente preparato provoca una maggiore perdita di seme (es. cattivo interramento del seme).

 

Epoca e densità di semina non sempre sono correttamente valutate. Gli ultimi anni autunni caldi e asciutti hanno talvolta indotto gli agricoltori ad anticipare eccessivamente le semine, senza effettuare neppure opportuni interventi correttivi sulle densità di semina. Talvolta capita così di osservare un investimento eccessivo (n° semi/mq) abbinato ad una semina troppo precoce che portano ad un elevato numero di piante e spighe per metro quadro. La corretta individuazione di epoca e densità di semina consentono di avere colture con uno sviluppo più equilibrato nella fase

vegetativa, prevenendo inoltre gli stress idrici nella fase riproduttiva.

 

 

PROFONDITÀ DI SEMINA

Nelle più comune condizioni la profondità di semina del frumento è pari a 3 – 5 cm di profondità. La profondità maggiore è consigliabile nei terreni soffici ed asciutti, quella minore nelle condizioni operative opposte. L’individuazione di una corretta profondità di semina, in relazione alle condizioni ambientali in cui si opera ( caratteristiche del terreno, umidità ecc.) garantirà una pronta e uniforme emergenza delle piante.